Anomalisa, il film più puro di Charlie Kaufman

di Gabriele Niola

Nel 2012 Anomalisa di Charlie Kaufman fu il progetto cinematografico più finanziato su Kickstarter, uno dei primi e dei più clamorosi che ha contribuito ad aprire le porte ad altri come Spike Lee, Zach Braff, il film di Veronica Mars e via dicendo. Tutte queste campagne, in seguito, hanno superato in raccolta e popolarità Anomalisa, che adesso nella classifica dei progetti Film & video più finanziati è 22esimo. Per loro – arrivati prima in sala – era più facile: non avevano a che fare con l’animazione stop motion.

Erano anni che Kaufman, genio della sceneggiatura emerso tra il vecchio e il nuovo millennio, non realizzava un film, da Synecdoche New York (2008) con la sua sfortunata distribuzione.  Da lì in poi per lui e i suoi progetti non convenzionali (e la sua originale personalità, se ricordate il discorso fatto quando fu premiato con un Oscar) ci sono state solo porte chiuse. Si è così rivolto a Kickstarter per cofinanziare il suo film online e in seguito ha trovato un altro finanziatore tradizionale, fino ad arrivare qui alla Mostra del cinema di Venezia. Alla fine sono stati 406mila i dollari raccolti da 56mila donatori diversi.

Noto per essere schivo e antisociale, poco a suo agio con la celebrità e identificato con le stranezze delle sue sceneggiature, Charlie Kaufman qui a Venezia appare più normale di quel che si creda. Pienamente americano nel suo pragmatismo e nella maniera concreta che ha di parlare di sé e del suo lavoro, non è timido né introverso, non somiglia per nulla ai propri personaggi, ma anzi dà l’idea di un tipico leader. Ha più di 50 anni ma ne dimostra leggermente di meno, odia il sistema e i produttori, è molto entusiasta di essere riuscito a farne a meno, anche se sa che non potrà produrre tutti i suoi film in questa maniera.

A ogni modo Anomalisa, ora che è finito, si può dire che ha meritato i soldi raccolti. La storia era un dramma teatrale che Kaufman aveva già tramutato in radiodramma e che qui si arricchisce di immagini montate (e quindi ci sono delle parti scritte appositamente). So tratta del racconto dell’autore di un bestseller su come ottimizzare il costumer care delle aziende – intitolato Help me to help you – che si reca a Cincinnati per una conferenza. Disperatamente bisognoso di contatto umano con qualcuno, contatta una vecchia fiamma che vive in quella città ma l’incontro non va bene, vaga allora nei corridoi dell’hotel e incontra Lisa, arrivata lì proprio per la sua conferenza e decide che sarà lei il suo contatto fisico e umano della nottata.

La solitudine, il bisogno di sentire un’altra umanità, l’idea di avere intorno un universo di persone tutte uguali a sé (nel film ogni personaggio, tranne Lisa, è doppiato dal medesimo attore, Tom Noonan, che si sforza proprio di usare sempre la stessa voce) e lo sforzo per sentire qualcosa di più. È evidente che Anomalisa non è il film che qualsiasi produttore hollywoodiano smania per produrre, ma anche l’opera che gli spettatori meno pigri desiderano vedere, una di quelle che esplora gli angoli più bui e meno frequentati dell’umanità.

All’apice della loro fama, quando erano amati e la loro musica aveva rivelato a tutti il suo potenziale, i Nirvana fecero un unplugged per Mtv da cui fu tratto un disco. Quel momento rivelò a tutti che, levato il sound caratteristico fondato da quel gruppo, levato lo stile urlato e disperato, levata anche la componente più hard rock, le loro canzoni erano davvero straordinarie, straordinarie come lo sono i grandi classici del rock.
Anomalisa rivela come al cuore dei film di Charlie Kaufman ci sia un’anima classica intramontabile. Questo film in animazione stop motion in concorso a Venezia sottrae le stranezze di Essere John Malkovich, la costruzione intricata di Se mi lasci ti cancello o i paradossi metacinematografici de Il ladro di orchidee, insomma toglie a Kaufman tutta la parte più evidente ed epidermicamente attraente del suo stile, e quel che rimane è un’opera di parole e recitazione fantastica.

L’autore: Gabriele Niola, critico cinematografico e videoludico.
Il pezzo è già apparso su Wired.it.

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